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Read Sara Scioli - La progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane nelle organizzazioni
Argomento: articoliTags: Bando2016

È stato, questo, un breve, ma intenso viaggio tra persone, organizzazioni, teorie e valori che ha voluto concludersi con una proposta formativa ed un possibile strumento di riscatto vitale per le organizzazioni.

È stato, questo, un breve, ma intenso viaggio tra persone, organizzazioni, teorie e valori che ha voluto concludersi con una proposta formativa ed un possibile strumento di riscatto vitale per le organizzazioni.
Nel tipo di società attuale l’individuo appare frammentato e spaesato, soprattutto in relazione alla caduta dei sistemi culturali e morali che la modernità aveva ereditato dall’epoca precedente, centrati su un forte legame sociale ed una solida definizione dell’io, il tutto poggiato su una fede incrollabile nel progresso e quindi sulla fiducia circa il valore del contributo del singolo alla prosecuzione del cammino della civiltà.
In questo quadro, le azioni svolte in una prospettiva adattiva finiscono per essere frammentate e scarsamente coerenti rispetto agli scopi, mentre i legami “naturali” tra individui sono segnati dall’intimizzazione e debolezza del sé.
Gli individui sfuggono ad un rapporto adulto con l’altro e si ripiegano nel loro dialogo interiore; per non rimanere chiusi in questa condizione, gli organismi sociali che si pongono mete dotate di valore (associazioni, imprese, istituzioni) sono chiamati ad adottare condotte che non si limitino agli aspetti meramente organizzativi, che rischiano di riprodurre i caratteri di frammentarietà e di opacità, ma che sappiano mobilitare le risorse individuali al fine di alimentare uno spazio comune consistente, vitale, trasformativo.
Il lavoro svolto ha evidenziato la trasformazione da una prospettiva “economica”, che concepiva l’organizzazione come una realtà artificiale, esito di uno sforzo costruttivo di natura tecnica, ad un’altra “comunitaria” che assume la cultura, il legame tra le persone e le dinamiche dei gruppi come caratteri fondanti della vicenda organizzativa.
Lo stile di comunità, investita di una missione rilevante dal punto di vista del valore, rappresenta l’humus entro cui si viene ad insediare il sentimento comune, si mettono in moto i talenti dei singoli entro un contesto centrato su forte cooperazione, essenzialità delle regole e grande capacità di “cercare il lavoro” valorizzando al meglio le relazioni con i clienti e gli altri attori.
Il lavoro redatto ha voluto proporre un nuovo sguardo, un inedito stile manageriale, che supera la teoria dei “valori immateriali”, per concentrarsi decisamente sui fattori di qualità per far vivere le organizzazioni e per renderle vincenti dinnanzi ad una società sempre più frammentata ed individui che devono trovare terreno fertile per potersi legare tra loro, con le organizzazioni e con il territorio.
Ciò che il lavoro svolto ha voluto manifestare è contenuto nel decalogo che segue.
Premesso che:
1. La società odierna è sempre più fluida, complessa e frammentata.
2. Gli individui dei nostri giorni tendono a rinchiudersi nel loro dialogo interiore, evidenziando un forte sentimento di sé dal carattere difensivo, ma una debolezza dell’io dal carattere generativo.
3. Le organizzazioni sono in crisi perché, oltre a ripiegarsi su di sé perché prive di forze interne ed esterne, sono sensibili alle novità del tempo, ma gli schemi di pensiero e le procedure risultano ancora residui del passato.
Verificato che:
4. Si rende necessaria una nuova mappa valoriale, composta non più da valori immateriali, ma da fattori di qualità per la diffusione di un condiviso valore sociale.
5. Le nuove qualità per le organizzazioni sono: la persona in relazione, l’organizzazione come comunità, il legame con il territorio.
6. La managerialità dal profilo canonico, centrata esclusivamente sul coordinamento dei fattori economici, non risulta sufficiente per la gestione di quest’ultimi, quali possibili potenziali di successo per l’impresa, nonché linfa per le organizzazioni.
Si conclude che:
7. Si profila la necessità di una nuova figura manageriale dotata di inconsuete competenze e di uno stile inedito: quello pedagogico.
8. Il nuovo manager pedagogico è una persona consapevole delle proprie competenze che, tramite uno stile coinvolto,  mobilita nuove forme di alleanza volte a promuovere il valore sociale dell’organizzazione nel territorio e viceversa.
Ne seguirà che:
9. Il valore sociale sarà fondamentale quanto il valore economico per il successo dell’impresa; come mostrano le organizzazioni innovative e vitali, nel nuovo contesto, il carattere economico dell’intrapresa emerge solo all’interno di un consistente perseguimento del valore sociale della stessa.
10. Le organizzazioni saranno comunità di vita nel e per il territorio attraverso un legame fecondo tramite azioni in grado di esprimere un valore sociale condiviso.
 
Dinnanzi a strutture che si stanno snellendo, ma all’ utilizzo di procedure, che sono retaggi del passato, per convalidare l’esigenza di un manager che con un approccio pedagogico possa fornire chiavi di interpretazione e comprensione dei nuovi valori che stanno emergendo, sono state svolte alcune interviste.
Queste hanno dimostrato che la situazione all’interno delle organizzazioni si sta evolvendo: effettivamente le organizzazioni, attraverso i loro manager, si stanno trasformando, e se pur ancora inconsapevolmente stanno utilizzando e riscoprendo il grande valore sociale che la scienza pedagogica porta con sé e che, come insieme di persone, anche le organizzazioni possono esserne generatrici.
Ma perché le organizzazioni si rialzino e gli individui tornino ad interagire e credere nella relazione è necessario che i manager sappiano prendersene cura nel modo proprio dell’intrapresa comune; un manager che non sappia solo di economia, di teorie organizzative, ma che conosca la persona nel suo entrare in relazione, che concepisca le organizzazioni come comunità, e che, andando oltre, ma insieme, si protenda in modo fecondo verso il territorio ove l’organizzazione agisce.
In poche parole si rende necessario ridare la vita ad individui che chiusi nelle loro sfere la stanno vivendo in parte, e a organizzazioni che, essendo inerti, non si percepiscono strumento di produzione di valore sociale e che cercano vie di uscita da quello che può essere vissuto “come un grande caos organizzativo”.
Chi è dunque questa nuova figura manageriale?
- E’ un manager consapevole delle proprie competenze pedagogiche e che consapevolmente le mette in pratica.
- E’ colui che riconosce e promuove il valore sociale dell’organizzazione attraverso i seguenti fattori di qualità: la persona in relazione, l’organizzazione come comunità, il legame dell’organizzazione con il territorio.
Pertanto:
- E’ colui che crede nella disponibilità della persona quanto nel gruppo, meglio se in relazione.
- E’ colui che vede nell’organizzazione una piccola comunità inserita in una comunità più vasta.
- E’ colui che genera e concretizza legami con il territorio.
- E’ colui che provvede al valore sociale e alla sua forza per generare anche valore economico e non viceversa.
- E’ colui che compie i punti precedenti attraverso uno stile coinvolto che generi forme nuove di alleanza, attraverso relazioni di fiducia e di valore sociale condiviso.
Scritto da admin, Sabato 23 Luglio 2016 - 20:33 (letto  2409 volte)
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