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Read Ing. Luca Gabrieli - Modelli analitici per la preventivazione dei costi degli stampi: il caso della pressocolata
Argomento: articoliTags: Bando2015

Acquisita familiarità col processo di pressofusione dei metalli non ferrosi è emersa la necessità di realizzare la stima preventiva dei costi di produzione degli stampi in modo rapido ed accurato. A tale scopo è stata ipotizzata la bozza di un nuovo modello ibrido che superasse la dicotomia tra modelli analitici ed analogici sfruttando i dati, dimensionali e non, forniti dal committente ed il know-how aziendale. Il risultato ottenuto potrà essere un vero strumento strategico per l’azienda.

    Acquisita familiarità col processo di pressofusione dei metalli non ferrosi è emersa la necessità di realizzare la stima preventiva dei costi di produzione degli stampi in modo rapido ed accurato. A tale scopo è stata ipotizzata la bozza di un nuovo modello ibrido che superasse la dicotomia tra modelli analitici ed analogici sfruttando i dati, dimensionali e non, forniti dal committente ed il know-how aziendale. Il risultato ottenuto potrà essere un vero strumento strategico per l’azienda.
 
    Incontrando diverse aziende del territorio impegnate a vario titolo nel settore della pressofusione dei metalli non ferrosi è emerso come lo sviluppo della produzione di massa e la globalizzazione dei mercati abbia reso lo stampo, l’utensile impiegato nella pressofusione, un elemento particolarmente critico a causa del suo costo, sempre più rilevante, e dell’incertezza dei mercati a cui sono rivolti i beni con esso realizzati. 
 
    In particolare, attraverso un’analisi della letteratura scientifica e dei software attualmente disponibili sul mercato, è stato possibile evidenziare come esistano due approcci profondamente diversi alla preventivazione dei costi di produzione di uno stampo: 
    un approccio analogico affidato all’esperienza di operatori capaci che può restituire stime approssimative in tempi molto rapidi
    un approccio analitico che necessita di molti input per alimentare funzioni di costo parziali così da comporre un costo complessivo più accurato ma costoso. 
 
    Su queste basi è nata la bozza dell’architettura di un modello che si sviluppa su tre livelli fortemente interconnessi: un livello di interfaccia in cui l’operatore può interagire iniziando col caricare una geometria 3D del componente, un livello di modellazione capace di raccogliere e analizzare dati e di modellare un proto-progetto dello stampo secondo le richieste dell’operatore ed infine un livello di calcolo che sappia accogliere tutte le informazioni necessarie alla stima del costo desiderato. 
 
    Nel dettaglio, nel primo livello l’operatore dovrà completare una procedura guidata per inserire le informazioni utili al secondo livello perché possa ricostruire, secondo vincoli e possibilità aziendali, quello che a tutti gli effetti è lo stampo che l’operatore sta immaginando, proprio come se il secondo livello fosse la versione digitale di un operatore al quale venga descritto il da farsi. 
 
    Come qualunque operatore infatti, grazie alle sue conoscenze fatte di programmazione e di database, questo sistema esperto inizia a tracciare le fattezze dello stampo ed ogni nuova informazione fornita dall’operatore lo renderà più completo fino ad ottenere un proto-progetto, lontano da un vero e proprio progetto ma significativo al fine di stimarne i costi di produzione. 
 
    Il livello di calcolo, strutturato per entità di costo interessate da attività di costo, potrà quindi essere alimentato, nelle sue funzioni di costo parziale, dai dati dimensionali del proto-progetto, dai ricchi database e dalle informazioni non dimensionali ottenute dall’analisi del componente e dalle indicazioni dell’operatore. Per rendere questo strumento ancor più efficace si è inoltre voluto impiegare un software che consentisse di sostituire i valori deterministici presenti nel livello di calcolo, con una corrispondente distribuzione probabilistica ricavata dallo storico aziendale. Ad esempio la performance di una fresa a 5 assi impiegata nella realizzazione dello stampo potrà essere descritta, in fase di preventivazione, in modo più accurato. 
 
    Per un primo test elementare di questa ipotetica architettura è stato scelto un getto non banale realizzabile, secondo gli operatori interpellati, con quattro carri radiali. In mancanza di un esaustivo database aziendale, il necessario è stato ricavato da un campione di dati reali cortesemente offerto da aziende del settore e, dove necessario, dai dati di targa delle macchine utensili oltre che da cataloghi di utensili e schede tecniche dei materiali. Come previsto il risultato ottenuto non è una cifra sterile, per quanto attendibile, ma un vero strumento di valore strategico capace di fornire molte informazioni come ad esempio la probabilità che il costo di produzione si mantenga sotto un livello critico indicato dai responsabili commerciali dell’azienda.
 
    Riassumendo è stata riscontrata l’esigenza di ottenere preventivi affidabili con un ridotto impegno di risorse poiché gli strumenti disponibili si sono dimostrati poco accurati o eccessivamente costosi. È stata quindi ipotizzata l’architettura di un modello che offra maggiori garanzie grazie all’interpretazione esperta degli input e a solidi database sia tecnici che storici e al calcolo probabilistico. Sviluppi futuri potrebbero portare ad un evoluzione del modello nell’ottica di una implementazione all’interno di uno strumento software.
Scritto da admin, Martedi 07 Luglio 2015 - 17:34 (letto  3691 volte)
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